Cosa fare a Santo Domingo: guida alla città zona per zona

Tempo di lettura 9 min.

Ultima modifica in data 21/09/2021

Se stai pensando di visitare la Repubblica Dominicana e vuoi sapere cosa fare a Santo Domingo, questo articolo fa per te. Ti racconterò zona per zona le migliori attrazioni della capitale, oltre che spiegarti come muoverti in città. Una guida dalla A alla Z per prepararti al meglio a visitarla in autonomia.

Diciamoci la verità:

siamo abituati a sentire parlare di Santo Domingo ma possiamo dire di conoscerla veramente? Se consideriamo che con questo nome viene identificata l’intera isola…

direi di no!

Cercherò di rimediare: oggi voglio portarti con me in un giro virtuale della capitale dominicana e fartene conoscere tutti i suoi aspetti (il video qui sopra è girato con immagini a 360° quindi puoi interagire dando l’angolazione che vuoi tu).

Ti renderai conto della differenza tra la realtà e l’idea.

Ci sono stato 4 volte e posso dire con certezza che soltanto la penultima ho scoperto davvero come viverla e come poterla apprezzare. E voglio condividere la mia esperienza con te spiegandoti cosa fare a Santo Domingo senza fare errori nè restare con l’amaro in bocca.

COME TUTTO EBBE INIZIO

La storia di Santo Domingo inizia ufficialmente nel 1496. La zona attuale è l’insediamento abitato europeo più antico del Nuovo Mondo, pur essendo solo il quarto in ordine di fondazione:

infatti, i primi due insediamenti furono fondati da Colombo ad Haiti (Villa La Navidad) e vicino a Puerto Plata (La Isabela, in onore dell’allora regina di Spagna), nel nord della Repubblica Dominicana, ma ebbero vita breve a causa di ribellioni e calamità naturali.

Il nucleo originale dell’attuale Santo Domingo fu costruito tra il 1496 ed il 1498 sul lato est del fiume Ozama con il nome di Nueva Isabela.

Ma anche questo ebbe vita breve…

Nel 1502 fu completamente raso al suolo da un uragano ed il governatore, Nicolàs de Ovando, decise di trasferire il nuovo centro sulla sponda occidentale. E lo chiamò Santo Domingo de Guzmàn.

Data la sua importanza strategica e politica, la città fu teatro delle principali vicende che colpirono il Paese. Due in particolare le date da ricordare:

  • il 1586, anno nel quale il famoso corsaro inglese Francis Drake conquistò la capitale > si può rivivere la storia in maniera insolita con il cinema 4D della città, come ho fatto io nel mio viaggio di ecoturismo a Santo Domingo
  • 27 febbraio 1844, la data in assoluto più celebrata ogni anno perchè legata alla liberazione dal giogo di Haiti che durava da 22 anni.

Camminare per le vie della città significa anche ripercorrere questi ed altri momenti indelebili nella storia dominicana.

LE 4 AREE DI SANTO DOMINGO

Scommetto che ora vuoi sapere qualcosa di più pratico, giusto?

Ti capisco, anche a me non piace concentrarmi troppo sulla storia. Giusto quanto basta per dare una cornice a ciò che si vede, ecco perchè ti ho dato solo gli accenni fondamentali.

Pubblicherò in futuro dei contenuti dettagliati sulla storia nazionale, nel frattempo trovi tutte le informazioni necessarie sul Paese nella mia guida alla Repubblica Dominicana.

Bene, iniziamo a scoprire cosa fare a Santo Domingo.

La città può essere suddivisa in quattro aree principali, la più importante è sicuramente la Zona Colonial. Tutti i turisti sono qua perchè l’unicità di Santo Domingo è proprio il suo centro storico.

LA ZONA COLONIAL

È la zona per la quale si va a Santo Domingo: questo è l’insediamento originale fondato nel 1502.

Riconosciuta come patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1990, la Zona Colonial è un’area ricchissima di storia.

Le vie e gli edifici sono in gran parte quelli originali del sedicesimo secolo. È ancora presente, completamente intatta, la prima strada lastricata del continente americano, Calle las Damas (perchè qui piaceva passeggiare alle dame del tempo).

la Zona Colonial è la prima risposta a cosa fare a Santo Domingo

Una mezza giornata è sufficiente per girare tutta la zona coloniale: sono solo pochi chilometri quadrati ed è davvero semplice orientarsi!

Ma per goderne appieno, consiglio di passarci 2-3 giorni pieni, per lasciarsi rapire dai ritmi della vita locale, dai luoghi di richiamo e dagli eventi che si tengono.

Si sviluppa tutta attorno a Calle El Conde, la via pedonale commerciale che parte da Parque Colòn (la piazza dove affaccia la Catedral Primada de America) e si conclude davanti all’Altare della Patria, che ospita le spoglie dei tre eroi nazionali che liberarono il Paese da Haiti.

Vuoi sapere i punti che ti consiglio assolutamente di visitare?

Premesso che li vedrai tutti anche soltanto di passaggio, secondo me sono immancabili:

  • i già citati Altare della Patria e la Cattedrale, ai due estremi di Calle El Conde
  • il Museo del Larimar, dietro alla cattedrale: non risale all’epoca coloniale ma è una maniera gratuita per conoscere un minerale che si trova soltanto nella part sud-ovest della Repubblica Dominicana. Non c’è uguale al mondo ed è uno dei record di cui può vantarsi la nazione
  • lungo Calle las Damas, che taglia da nord a sud la Zona Colonial, ti consiglio di visitare Fortaleza Ozama (la struttura militare americana più antica), il Panteòn Nacional e Plaza de España.

E ti dirò di più!

Ad eccezione della Cattedrale, tutte le altre attrazioni che ti consiglio sono gratuite…

Non male, vero?

Se ti affascina il mondo marino, invece, puoi visitare il Museo de las Atarazanas Reales: più di 1400 reperti recuperati dalle navi naufragate nei fondali dominicani. Il museo è stato inaugurato a fine 2019 e si trova poche decine di metri a nord di Plaza de España.

A EST DEL FIUME: ALL’ORIGINE DEL SITO

Spostiamoci ora ad est del fiume e andiamo a vedere cosa offre il punto in cui sorse il primo insediamento della città di Santo Domingo.

Te lo dico subito:

ci sono due siti di un certo interesse anche se ritengo che non siano nulla di imperdibile.

Los Tres Ojos sono tre grotte all’interno di un parco con dei laghetti sotterranei. Uno di questi era riservato alle donne ed è segnalato da un cartello.

Non mi soffermo oltre nella descrizione perchè è un luogo carino ma, considerata la quantità di grotte presenti nell’intera nazione, onestamente è una visita che puoi benissimo evitare.

L’altro sito è il Faro a Colòn, un palazzone orribile che percorrendo Avenida las Americas (per entrare in città venendo da est) ti cattura lo sguardo. Sembra un palazzo anonimo e invasivo da quartieri popolari.

Davvero brutto… 😨

Lascio giudicare te.

il faro a Colombo, un palazzone anonimo ed invasivo al massimo grado

È un’opera commemorativa dello sbarco di Cristoforo Colombo e al suo interno c’è una parte delle sue spoglie (che si spartiscono diversi stati nel mondo).

Il suo faro venne acceso per la prima volta nell’ottobre 1992 alla presenza di Giovanni Paolo II e dei reali di Spagna, per celebrare i 500 anni dalla scoperta dell’America.

Sembra che la sua luce sia visibile fino a Porto Rico.

Di certo c’è che non viene mai acceso perchè causa grandissimi blackout, tanto che esiste un detto che recita ”Quando il faro è in funzione, tutto il Paese resta al buio”.

IL MALECÒN E I DINTORNI

Il lungomare di Santo Domingo è una lunga via di hotel, prevalentemente di lusso ma non ha nulla che valga la pena di essere visto, ad eccezione forse dell’obelisco.

Nonostante quello che si possa pensare, non ci sono nemmeno spiagge o punti balneabili. È una distesa di scogli e l’acqua è parecchio inquinata, prova ne è che i residenti affollano le località di Boca Chica e Juan Dolio, circa 40km più ad est.

Probabilmente, l’unico momento in cui bisogna essere là è nei weekend di febbraio perchè ci sono le sfilate dei carri e tutta una serie di eventi legati al carnevale.

Un po’ più a nord, allontanandosi dal mare, si arriva davanti al Palacio Nacional, sede del governo. Di fronte si trova Calle Obìjo, dove si può vedere la vecchia ambasciata italiana.

Non c’è altro degno di nota, se non qualche museo in Plaza de la Cultura.

SANTO DOMINGO OVEST

Includo sotto questo nome una vasta area che non è propriamente l’ovest della città. Avendo come riferimento la Zona Colonial, è sicuramente il metodo più semplice per orientarsi.

Si può definire come la zona residenziale e più chic, con palazzi e grattacieli che ospitano uffici o appartamenti eleganti della medio-alta borghesia.

Aldià della vasta offerta di ristoranti e locali, può essere interessante per una passeggiata o una seduta di jogging nel Parque Mirador del Sur, che percorre l’area longitudinalmente ed è ricoperto di alberi per tutta la sua lunghezza.

L’AREA A NORD-OVEST

Procedendo verso nord, si può arrivare al Giardino Botanico, un’area verde di circa 2km quadrati che gli permettono di essere il giardino più grande dei Caraibi. È una vera e propria oasi di relax in mezzo al caos cittadino, che qui non si percepisce.

Ospita molte zone tematiche tra le quali si trovano piante acquatiche, orchidee, un giardino giapponese ed il Museo Ecologico con tutte le rappresentazioni degli ecosistemi della nazione.

Inaugurato nel 1976, è membro del Botanic Gardens Conservation International ed è tra i 10 migliori giardini al mondo secondo il Key Garden inglese, per le ricerche, le attività ricreative, l’educazione ambientale, le collezioni ospitate e la manutenzione.

Nel 2019, vi sono state girate alcune sfide di “Masterchef Repùblica Dominicana”.

Il giardino si trova a parecchi chilometri di distanza da tutte le zone principali, per cui è indispensabile usare i taxi o i mezzi pubblici (autobus o metro).

Se ami lo sport ed in particolar modo il baseball, che qui è sport nazionale, poco lontano dal Giardino c’è lo stadio di casa delle due squadre professionistiche di Santo Domingo, lo stadio Quisqueya.

Il campionato va da metà ottobre a gennaio (sono solo 6 le squadre dominicane professioniste) ed i biglietti sono reperibili in loco a prezzi molto modesti: i posti migliori, per farti capire, vengono all’incirca 20 euro.

Proseguendo verso est e restando a nord della Zona Colonial, potrai fare una corsa in teleferica, ammirando dall’alto il fiume Ozama ed il contrasto della periferia tra quartieri poveri ed altri più benestanti. Ho scoperto recentemente dell’esistenza della teleferica, inaugurata nel 2018 e formata da 4 stazioni.

Una nuove voce per la lista delle cose da fare.

COME MUOVERSI

Tutta l’area metropolitana di Santo Domingo occupa parecchi chilometri quadrati, stiamo parlando d’altronde di una città che ha all’incirca lo stesso numero di abitanti di Roma.

Impossibile percorrerla a piedi.

Soprattutto con il caldo che c’è in ogni giorno dell’anno!

Hai due modi per spostarti agevolmente tra le varie parti della città.

Se preferisci arrivare subito a destinazione, puoi chiamare un taxi o affidarti ai servizi di car-sharing di Uber o Cabify.

Oppure, se vuoi risparmiare soldi e allo stesso tempo vivere da locale, ti consiglio di utilizzare i mezzi pubblici.

Per gli spostamenti veloci c’è la metro, che è formata da due linee ed è davvero pulita e ben organizzata: il biglietto giornaliero costa circa 80 pesos, che al cambio non sono nemmeno 2 euro.
Con lo stesso biglietto puoi accedere anche alle corse della teleferica.

E poi ci sono gli autobus urbani, con fermate e percorsi predefiniti. In questo caso, il biglietto è ancora più basso. Si parte da 15 pesos…

Ci sono poi i mezzi tipicamente dominicani, tra il regolare e l’illecito ma che davvero non valgono la pena in una città caotica come Santo Domingo.

Quando ho scritto questo articolo, erano passati soltanto 2 giorni dal mio personale utilizzo dei mezzi descritti. Ti assicuro quindi che le informazioni sono vere e di prima mano!

QUANDO È MEGLIO ANDARE: CLIMA ED EVENTI

Abbiamo visto una rassegna completa di cosa fare a Santo Domingo.

Adesso mi importa vedere assieme a te quali sono i periodi migliori per visitarla. Nella mia guida completa alla Repubblica Dominicana ti spiego i due periodi climatici che interessano tutta l’isola, ora però voglio andare oltre.

Climaticamente parlando, i mesi da novembre a marzo sono quelli più favorevoli perchè il caldo è sopportabile e non c’è molta umidità. Però Santo Domingo si può visitare tutto l’anno.

Continua a leggere perchè ti dimostrerò che Santo Domingo offre sempre buoni motivi per essere raggiunta 😉.

COSA FARE A SANTO DOMINGO? PUOI PARTECIPARE AI MOMENTI CULTURALI DI MAGGIOR PESO

L’evento in assoluto più famoso è il Carnevale:

nei maggiori centri dell’isola avvengono coloratissime sfilate ogni domenica di febbraio, che si ritrovano a Santo Domingo per la celebrazione finale sul Malecòn, durante la prima domenica di marzo.

L’evento del Carnevale si intreccia con un altro momento molto sentito, la Festa dell’Indipendenza del 27 febbraio.

Un evento culturale esistente sin dal 1950 ma diventato internazionale solo da vent’anni circa, è la “Fiera Internazionale del Libro di Santo Domingo” che si svolge a cavallo tra aprile e maggio.

E ora passiamo alla musica, la grande protagonista della vita dei dominicani…

LA MUSICA, ELEMENTO ESSENZIALE

Le manifestazioni principali sono due, l’una vicina all’altra:

il Festival del Jazz dura più di un mese e lo si può apprezzare ad inizio estate, tra giugno e luglio; ma è solo l’antipasto a ciò che viene dopo…

il Festival del Merengue!

In fondo, siamo o no nella patria di questa danza, talmente rappresentativa da essere patrimonio immateriale dell’umanità dal 2016?

Ebbene, il festival dedicato a questo vero e proprio modo di vivere (eh già, perchè il merengue è insito nella cultura dominicana e non è un semplice ballo) viene organizzato a fine luglio o ad inizio agosto per la durata di 4 giorni.

I migliori ballerini e musicisti a livello mondiale si ritrovano qui, mentre la città diventa una pista da ballo all’aperto ed ovunque si sviluppano mercatini, banchetti di cibo locale, feste in maschera.

Questi sono i principali eventi di portata mondiale. Ma il popolo dominicano sa bene come divertirsi ed ogni occasione è buona per stare in compagnia.

Durante tutto l’anno, infatti, ci sono appuntamenti nella Zona Colonial che ti faranno immergere nei balli della Repubblica Dominicana:

  • alle rovine del Monasterio de San Francisco, ogni domenica sera il “Grupo Bonyè” mette in scena un mix di bachata, merengue e altri ritmi caraibici con locali e turisti che si lanciano in pista. Il comune ha dichiarato l’evento “patrimonio artistico” della città
  • le sere del venerdì e del sabato, spazio invece a “Santo Domingo de Fiesta” nella centralissima Plaza de España, con ballerini impegnati nelle danze dominicane, nei tipici abiti dai colori sgargianti.

COSA PENSO DI SANTO DOMINGO

Ti ho spiegato come è divisa la città e ti ho dato varie idee su cosa fare a Santo Domingo.

Non mi resta che darti la mia opinione personale.

La mia prima volta nella città è stata nel dicembre 2013.

Ero in vacanza a Bayahibe con i miei amici. Mentre due di loro andavano sul buggy, io e gli altri abbiamo preferito dedicare l’escursione giornaliera da Bayahibe alla capitale.

Nonostante fossimo solo in tre (il numero minimo era di 5 partecipanti), l’agenzia Bayatour ci ha concesso la gita: lo ha fatto perchè avevamo partecipato due giorni prima all’escursione a Saona e anche perchè Joel, la guida di allora e mio futuro amico, si era proposto di accompagnarci.

E grazie a lui abbiamo vissuto una giornata diversa dal classico programma per turisti.

Non ci aveva portato solo nella Zona Colonial e alle grotte Tres Ojos ma aveva deciso (e lo ringrazierò sempre) di darci un assaggio più reale della quotidianità:

portandoci a pranzo in una mensa tipica frequentata dai dominicani e pure nel quartire povero dove era nato, dove avevamo passato un’oretta in compagnia di alcuni suoi parenti.

L’esperienza è stata indimenticabile ma la città mi aveva lasciato con l’amaro in bocca, l’avevo trovata soltanto caotica ma senza particolari attrattive.

La seconda volta, nemmeno due anni dopo, con un altro amico ho fatto un giro davvero rapido del centro, dopo aver perso parecchio tempo nel traffico e a cercare parcheggio. Si era fatto tardi (avevamo l’alloggio a Bayahibe) e quindi siamo stati costretti a lasciare la città senza quasi esserci fermati.

Ti lascio immaginare la mia opinione quale poteva essere. Se due indizi non fanno una prova, sicuramente però mi avevano spinto molto verso un pensiero negativo…

infatti, mi ero convinto di non volerci più mettere piede.

LA SVOLTA

Per fortuna mi sbagliavo e ho avuto l’occasione di ricredermi!

Proprio così…

Nel mio viaggio di ecoturismo a Santo Domingo sono riuscito finalmente a godermi la città con i giusti tempi. Ho potuto visitare le principali attrazioni con un criterio e passeggiare lentamente, gustando l’atmosfera rilassata ed allegra e provando ad immaginare la vita nel XVI secolo.

Quella di tornare indietro nel tempo con la mente è una mia abitudine quando visito siti storici.

Ho scoperto con piacere che la parte più turistica è un luogo davvero incantevole, dove non bisogna necessariamente avere qualcosa da fare per passare bei momenti. È sufficiente camminare e sedersi all’ombra di qualche albero, osservando la vita che scorre.

Tra l’altro, la grande presenza di polizia turistica consente di girare anche di sera senza mai avere l’impressione di pericolo.

Cosa fare a Santo Domingo? Godersi la tranquillità e l'ombra dei suoi angoli nascosti

CONCLUSIONE

Ormai è chiaro cosa penso.

Mi ritengo fortunato ad avere avuto la possibilità di un terzo tentativo perchè altrimenti non avrei potuto scrivere questo articolo. Non è facile trovare notizie sul web su cosa fare a Santo Domingo.

Di solito, a causa dell’utilizzo del nome per l’intera isola, vengono elencate le solite escursioni in zone che nulla hanno a che fare con la capitale.

Il mio intento è quello di riempire questo buco:

non una lista già pronta su cosa fare a Santo Domingo ma una rassegna dei suoi quartieri principali, così che leggendo tu possa farti la tua personale idea e crearti il tuo itinerario.

Sarebbe sufficiente il suo valore storico indiscutibile per renderla degna di una visita, però anche la cura che sta mettendo il governo per renderla sempre più appetibile è un motivo valido. È un gioiello dominicano che deve essere assolutamente conosciuto!

Strano il destino, vero?

Da considerarla una città da evitare a definirla un gioiello…

Questo succede quando si dà il giusto tempo alle cose. Ed ecco quindi il mio consiglio finale:

non fare un’escursione giornaliera perchè probabilmente ti faresti la mia stessa, sbagliata, idea. Prenditi qualche giorno e dedicalo interamente a Santo Domingo.

Come ti ho dimostrato, l’offerta è vasta e ogni momento è buono per visitare questa città!

Non te ne pentirai…

Ti ringrazio,

alla prossima!

Noel

Nota: articolo rivisto ed aggiornato a settembre 2021.

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