I prodotti tipici della Repubblica Dominicana da acquistare

Tempo di lettura 7 min.

Ultima modifica in data 13/04/2021

Ogni viaggio che si rispetti è fatto anche di souvenir e di visita all’artigianato locale. Con questo articolo ti porto alla scoperta dei prodotti tipici della Repubblica Dominicana per aiutarti a decidere cosa comprare.

articolo completo sui prodotti tipici della Repubblica Dominicana

Dall’unione delle diversità nasce il meglio.

Quando le culture e le tradizioni si fondono tra loro nasce un’identità unica e irripetibile.

La Repubblica Dominicana ne è un esempio lampante:

una base di cultura indigena taina influenzata da tanta sostanza europea e da un po’ di ingredienti africani. Con una traccia di asiaticità arrivata negli ultimi decenni.

L’attuale strato culturale nazionale si fonda su tutti questi influssi e si ritrova in molti prodotti tipici della Repubblica Dominicana e non solo.

Questo amalgama è evidente nella storia, nell’arte, nella cultura, nelle tradizioni e anche nelle varie etnie della popolazione.

MUSICA E DANZE

Se si parla dei prodotti tipici della Repubblica Dominicana, bisogna partire dal campo musicale.

A ogni ora del giorno e della notte, la musica invade qualunque luogo: la trovi dal parrucchiere, al supermercato, per strada, negli aeroporti. Nessun posto è immune.

La musica e la danza sono l’anima del popolo.

D’altronde, due dei ritmi latinoamericani più conosciuti provengono da qua:

il merengue e la bachata.

Entrambi sono prima di tutto dei generi musicali, che in un secondo momento hanno dato vita alle danze omonime.

E proprio a questi balli dominicani ho dedicato un articolo intero.

Per questo motivo non mi soffermerò oltre e ti invito a leggerlo se desideri conoscerli a fondo.

GASTRONOMIA

Pure la cucina dominicana è un argomento che ho già trattato.

Ho voluto definirla “la nuova regina caraibica” e ho previsto un percorso simile a quello che hanno fatto i balli per farsi conoscere oltreconfine.

Infatti, anche la gastronomia è un mix delle differenti culture che hanno creato l’identità nazionale.

È ancora sconosciuta ai più ma chi l’ha provata, la adora.

Negli ultimi anni sta ottenendo importanti riconoscimenti internazionali ed è solo questione di tempo prima che si diffonda.

I piatti hanno ingredienti semplici e naturali ma sono estremamente variegati e gustosi, oltre che nutrienti.

Proprio come con la musica, se vuoi approfondire ti consiglio di leggere la mia rassegna sulla gastronomia della Repubblica Dominicana.

Non puoi conoscere appieno il Paese senza avere un’idea precisa delle ricette principali.

I PRODOTTI TIPICI DELLA REPUBBLICA DOMINICANA NELL’ARTIGIANATO

A questo punto, ti starai chiedendo se l’articolo è solo un continuo rimando ad altri post.

Ti tranquillizzo subito. Non è così.

Troverai parecchie informazioni proseguendo la lettura. Semplicemente, mi sembra giusto mandarti su altri contenuti quando sono più approfonditi.

Così evito di ripetere, con difficili riassunti, cose già dette.

Detto questo, puoi prepararti a scoprire alcuni oggetti artigianali della Repubblica Dominicana attraverso i più importanti prodotti dell’isola.

AMBRA

Chiunque la conosce.

Il suo nome deriva dall’arabo “anbar” e significa “resina fossilizzata”. Infatti, è un fenomeno naturale che porta la resina ad indurirsi fino ad ottenere l’aspetto di una gemma.

Capita spesso che all’interno dell’ambra si trovi un’inclusione (un animale, una pianta o qualche altro residuo fossilizzato). Proprio come si vede in Jurassic Park.

Il suo aspetto e le sue proprietà di calamita quando viene sfregata attraggono l’uomo fin dall’antichità. Secondo alcuni, avrebbe addirittura la capacità di attirare energie positive verso la persona a cui viene donata.

Nel mondo ci sono tantissimi giacimenti. Quelli dai quali si ricava un’ambra con valore economico si trovano però soltanto nei Baltici (95% della produzione mondiale), nello stato messicano del Chiapas, in Manciuria (Cina nord-est) e appunto in Repubblica Dominicana.

L’ambra dominicana ha tra i 25 e i 40 milioni di anni e deriva da una leguminosa estinta simile all’acacia. Si distingue per la sua naturale trasparenza dovuta alla resina, che in origine era molto fluida e cristallina.

ambra al naturale e sotto forma di collana
Foto ©Ministero del Turismo Dominicano

COSA SAPERE DELL’AMBRA DOMINICANA

Ci sono varietà di ogni colore e sfumatura, dalle quali si ricavano gioielli di pregio inimitabile: si va dal rosso all’arancione, dal giallo al verde, fino al blu-viola.

Essendo tra i prodotti tipici della Repubblica Dominicana più preziosi, è facile trovare dei falsi e quindi è meglio acquistare nei negozi autorizzati e nei musei. I due principali sono a Puerto Plata e a Santo Domingo (il “Museo Mundo de Ambar” capitaleño espone pure il pezzo di ambra usato per il film Jurassic Park).

In capitale c’è pure il negozio “Joyas Criollas (leader dominicano nella vendita di souvenir legati alle resine e pietre preziose) con un piccolo museo integrato che, tra le altre cose, contiene “l’ambra più grande del mondo”, dal peso di 18 libbre (9kg circa):

trovata il 26 maggio del 1979 da Juan De la Rosa, il negozio la acquistò da Jorge Caridad, che l’aveva avuta da un commerciante haitiano.

Una visita a questi due posti è senza dubbio tra le cose da fare a Santo Domingo.

Le miniere più importanti sono situate nella cordigliera settentrionale. Mica per nulla, la costa nord è chiamata anche Costambar o Costa dell’ambra!

Le varietà di ambra dominicana sono rinomate per le inclusioni che contengono. Pensa che una gemma trovata nel 1997 fu valutata più di 50 mila dollari perché conteneva una piccola rana perfettamente conservata!

Ma una qualità di ambra è più ricercata delle altre.

L’ambra blu, che si trova in una sola miniera. Per darti un’idea, una semplice ambra gialla dominicana costa circa €4 al grammo, mentre quella blu può arrivare anche ai €20 al grammo.

IL LARIMAR, UN’ECCELLENZA TRA I PRODOTTI TIPICI DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Come giusto che sia, avevo inserito questo tesoro tra i record dominicani.

È il momento di dire qualcosa di più.

Il larimar è un minerale semiprezioso di origine vulcanica classificato come Pectolite Blu ed è unico al mondo. Esiste una sola miniera in tutto il globo e si sta anche esaurendo. È situata nel piccolo villaggio Los Chupaderos, nella provincia di Barahona.

Patrimonio Culturale dal 2011 e pietra nazionale dal 1975 (il 22 novembre si festeggia il “Dìa Nacional del Larimar”), ha un caratteristico colore azzurro di mille sfumature, dal blu intenso all’indaco più chiaro. Al suo interno presenta pure venature bianche.

Me ne sono innamorato dalla prima volta che l’ho visto.

Il colore così caratteristico ricorda il mare di quella zona e questo ha dato origine ai due miti che lo riguardano:

  • il soprannome di “pietra atlantidea” > all’inizio si pensava che provenisse dalle acque oceaniche e che fosse quindi legato ad Atlantide, di cui conserverebbe le antiche conoscenze. Questo avvalorerebbe la profezia del fotografo Edgar Cayce, il “profeta dormiente”, che sosteneva di tornare spesso indietro nel tempo, a quando era sacerdote della città perduta: a cavallo tra Ottocento e Novecento, predisse il ritrovamento nel mar dei Caraibi di una pietra blu bellissima e dalle proprietà curative
  • l’origine del nome > secondo la leggenda, il larimar fu scoperto per la prima volta nel 1916 da padre Fuertes Loren ma poi venne dimenticato. Venne riscoperto nel 1974 da Miguel Mendez, che coniò il nome unendo quello della figlia Larissa alla parola spagnola mar (mare).

Ma le credenze sul larimar non finiscono qua, soprattutto quelle legate al mondo sommerso di Atlantide.

Infatti avrebbe il potere di infondere benessere a chi lo possiede, aumentare l’autostima e allontanare le energie negative per prendere in mano la propria vita.

Inoltre, faciliterebbe la comunicazione con i delfini.

Qualunque sia la verità e la credenza di ognuno, una cosa è certa.

Questa pietra è assolutamente un souvenir da comprare in Repubblica Dominicana. È una gioia per gli occhi.

Oltre che visitando la miniera in un tour del sud-ovest, è possibile vederlo dal vivo esplorando il Museo del Larimar nella Zona Colonial di Santo Domingo.

un pezzo di larimar esposto nel Museo di Santo Domingo

LE MASCHERE

La festa più sentita nel folklore dominicano è il Carnevale, attivo dall’inizio del 1500.

Occupa tutto febbraio e può anche scavallare in marzo. Ovunque nell’isola è un tripudio di musiche, balli, sfilate di costumi anche se ogni città lo festeggia a modo suo.

Infatti, ogni zona rappresenta la propria identità attraverso costumi dai significati precisi.

Ed è proprio di questi ultimi che voglio parlarti, più nello specifico delle maschere.

Realizzate e dipinte rigorosamente a mano, le maschere di Carnevale diventano anche souvenir da acquistare nei negozi o nei mercatini locali.

Sono versioni in miniatura di quelle utilizzate nelle parate e di solito sono fatte in cartapesta.

In realtà, sono meno reperibili rispetto ad altri souvenir.

Si trovano soprattutto durante il periodo della festa e nelle città dove il Carnevale è festeggiato in modo particolarmente elaborato.

LE BAMBOLE TIPICHE DOMINICANE

Ricordi che all’inizio dell’articolo ho definito la Repubblica Dominicana un miscuglio di culture differenti?

Bene, questa caratteristica è alla base degli oggetti di artigianato di cui ti parlo ora.

Sono forse i più emblematici nel rappresentare il sostrato nazionale.

Tutto nasce nel 1981 dall’artista dominicana Liliana Mera Limè, che creò delle bambole dagli abiti variopinti. Sono conosciute proprio come bambole Limè ma anche come bambole senza volto.

È proprio questo infatti il loro tratto unico.

L’assenza di lineamenti rappresenta il variegato panorama culturale dominicano, fatto da varie etnie. La popolazione non si riconosce in una soltanto, le abbraccia tutte.

Queste muñecas sono in argilla o ceramica e si trovano in varie dimensioni e colori. La versione che si trova quasi sempre è quella femminile con vestito lungo e cappello a tesa larga.

Dall’ottobre 2018, le bambole Limè a grandezza umana sono esposte lungo calle Conde (la strada pedonale principale della Zona Colonial di Santo Domingo) in un’ottica di trasformazione della città legata all’arte.

Puoi vederne alcuni esempi nel collage qui sotto delle foto che ho fatto nel 2019.

le bambole Limè a grandezza naturale in calle Conde

ANCHE L’ARTE PITTORICA RIENTRA TRA I PRODOTTI TIPICI DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

La pittura fa parte della vita dei dominicani:

la si ritrova sulle pareti coloratissime delle case, sotto forma di street art (assolutamente da vedere la Ruta de los Murales nell’entroterra) e nei quadri.

E qui l’influenza afro-caraibica appare in tutto il suo splendore.

I quadri raffigurano scene di vita quotidiana o spiagge attraverso colori molto vivaci. Talvolta, si ispirano agli antichi Taìnos.

Questa arte naïf ha una chiara derivazione haitiana, ecco perché questi quadri sono conosciuti come quadri haitiani.

Ogni negozietto di souvenir ha una sezione dedicata dato che i quadri sono tra i prodotti tipici della Repubblica Dominicana più acquistati dai turisti. Nelle località di mare, è frequente che i negozi più spaziosi abbiano un intero cortile con tele esposte di ogni dimensione.

Il luogo più adatto per trovare l’arte dominicana nella sua massima espressione è Altos de Chavòn, all’interno del complesso di lusso Casa de Campo vicino a La Romana.

Progettato dall’architetto italiano Roberto Coppa e inaugurato nel 1982, è un borgo medievale di chiara ispirazione italiana in pietra corallina visitabile con un ticket d’ingresso.

Trai suoi vicoli si sono create decine di gallerie e negozietti d’arte, tanto che il centro si può definire la città degli artisti dominicana. In aggiunta a ciò, si esibiscono sempre gruppi in abiti tradizionali con canti e balli tipici.

C’è anche una scuola internazionale di design, affiliata alla prestigiosa Parsons School di New York.

Tra i luoghi più suggestivi di Altos de Chavòn meritano un accenno la terrazza panoramica sul fiume Chavòn (da cui prende il nome il villaggio), l’anfiteatro all’aperto utilizzato anche per concerti di star internazionali (ad esempio, Bocelli ed Enrique Iglesias) e la chiesetta di San Stanislao, gettonatissima per i matrimoni.

I SIGARI

Uno dei prodotti dominicani più esportati nel mondo.

Ti dirò di più.

La Repubblica Dominicana è il primo esportatore di sigari artigianali, approfittando dei problemi di embargo di Cuba.

Il processo di lavorazione negli anni ha raggiunto una qualità eccellente. Dalla coltivazione del tabacco fino al prodotto finito, i sigari dominicani vengono fatti a mano e non hanno nulla da invidiare ai più famosi cubani.

La regione settentrionale è la produttrice maggiore del Paese, con la città di Santiago come centro di riferimento. Anche le pianure del Seibo nel sud-est però contribuiscono al settore.

VITAMINE… DOMINICANE

Altri prodotti tipici della Repubblica Dominicana sono i superalcolici.

Sono due quelli identificabili con il Paese:

  • rum > tipico di tutti i Caraibi, il ron dominicano è apprezzatissimo nel mondo ma è il mercato interno quello più rilevante. Il rum è parte integrante dei dominicani, che lo chiamano scherzosamente “vitamina R”
  • mamajuana > questa bevanda di origine taìna è tradizionalmente equiparata ad una panacea: curerebbe raffreddori, mal di testa e altre patologie. Sarebbe anche un potente afrodisiaco ed un’alternativa naturale del Viagra. La “vitamina M” si fa con corteccie, miele e rum.

Se desideri conoscerli più a fondo, li trovi trattati approfonditamente assieme alla gastronomia della Repubblica Dominicana.

GLI ALTRI PRODOTTI TIPICI DELLA REPUBBLICA DOMINICANA

Quelle che ho elencato finora sono le classiche cose da comprare.

Ma l’artigianato dominicano si ritrova in altri oggetti delle tipologie più disparate:

  • souvenir fatti in materiali naturali (mogano o altro legno, noci di cocco, argilla, fibre vegetali, talvolta pietra o metallo) e ispirati alla cultura Taìna: splendide sculture e statuette di divinità, bauli, suppellettili, mobili, piccoli mortai e pestelli
  • strumenti musicali in legno o bambù che spesso riportano dipinti o incisioni
  • cappelli o borse con foglie di palma (personalmente, ritengo quei cappelli davvero inguardabili ma molta gente non la pensa così…)
  • statuine dipinte in legno o ceramica, rappresentanti simboli della cultura locale (musicisti e ballerini, pesci e lucertole, figure religiose)
  • cd musicali di musica latina
  • alfombras pellizas”, tappeti colorati in tessuto con fantasie varie, comuni soprattutto tra Santiago e Bonao nell’entroterra.
prodotti tipici della Repubblica Dominicana legati agli indios Taìnos
Foto ©Ministero del Turismo Dominicano

Questi oggetti si possono acquistare pressochè in qualunque negozio per turisti.

Per andare sul sicuro, si può visitare il “Mercado Modelo” delle principali città come Santo Domingo e Santiago.

È un mercato ricco di prodotti artigianali e di folklore, dove si trova un po’ di tutto, non solo per turisti.

Prima di chiudere, un avvertimento:

è illegale acquistare ed esportare prodotti ricavati da animali o piante protetti, come gusci di tartaruga, coralli, stelle marine e altro.

CONCLUSIONE

Un viaggio prescinde dai souvenir della destinazione che si visita.

Non serve portarsi a casa qualcosa di fisico per apprezzare e ricordare quanto vissuto. Certo però che è difficile tornare a mani vuote.

Oggi ti ho dato un’idea di cosa comprare elencandoti i prodotti tipici della Repubblica Dominicana.

Ti ricordo che puoi scoprire molto di più sul Paese leggendo gli altri articoli finora pubblicati, partendo dalla guida completa.

E se non ti bastasse, c’è un altro posto che puoi seguire dove mi concentro quasi esclusivamente sulle notizie e le curiosità dominicane:

la mia pagina Facebook.

Devi soltanto continuare a seguirmi per avere sempre gli ultimi aggiornamenti.

Ti ringrazio,

alla prossima!

Noel

Nota: articolo rivisto ed aggiornato ad aprile 2021.

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