Escursione al Salto del Limòn in autonomia: i segreti e consigli

Ultima modifica in data 15/02/2024

Uno dei luoghi più conosciuti e per questo più richiesti della penisola di Samanà è la cascata del Limòn.

Purtroppo, pur trattandosi di un’area protetta a pagamento, le informazioni reperibili sono poche. Questo capita con molte altre attrazioni dominicane.

Penso che dipenda essenzialmente da due fattori:

il fatto che il mercato straniero si rivolge prevalentemente alle spiagge; la ancora poca consapevolezza nazionale nel promuovere e curare al meglio i propri tesori.

E anche solo limitandosi alle migliori escursioni da fare a Samanà, le possibilità sono tante.

Con questo articolo, voglio riempire un buco e darti tutti i riferimenti utili.

I MODI PER FARE L’ESCURSIONE AL SALTO DEL LIMÒN

L’area del Salto del Limòn occupa una superficie di circa 16 km² ed è stata dichiarata Monumento Naturale nel 1996. I ricavi generati dal biglietto d’ingresso vanno a beneficio delle 5 comunità dei dintorni.

Intanto, devi sapere che quando parlo di biglietto d’ingresso, parlo di un costo di 50 pesos, meno di un euro con il cambio attuale.

biglietto d'ingresso

Per arrivare alla cascata, puoi scegliere tra 6 sentieri e affidarti a un’escursione organizzata oppure fare tutto in autonomia. E nelle prossime righe punto proprio a darti i riferimenti utili per questo.

Infatti non c’è nulla di complicato e quindi puoi benissimo evitare di spendere soldi per farti guidare da qualcuno.

Hai due opzioni anche per quanto riguarda il tragitto: camminare o andare a cavallo. Il 90% delle persone ci arriva cavalcando, forse anche perchè l’assenza di informazioni di cui parlavo prima spesso lascia pensare che sia l’unica opzione.

Non prendo nemmeno in considerazione questa scelta e pure ai miei clienti consiglio sempre il trekking.

Inutile utilizzare gli animali per un percorso semplice, lasciamo che vengano usati per cose più serie.

LA DIFFERENZA TRA I SENTIERI

C’è un punto importante da valutare prima di preparare l’escursione al Salto del Limòn.

Ti ricordi che ti ho accennato di vari sentieri?

Cinque si chiamano rispettivamente La Manzana; Arroyo Surdido; Franklin; La Javilla; Rancho Español. Sono tutti abbastanza vicini tra loro e si trovano a ovest e sud rispetto alla cascata. Partono in zone diverse ma ad un certo punto si intersecano tra loro, il tratto finale del percorso infatti è in comune.

C’è poi il Sendero del Cafè, di cui parlerò approfonditamente essendo l’unico che ho mai percorso e che volutamente percorro ogni volta.

Quando si parla di un’escursione al Salto del Limòn, è senza dubbio la scelta migliore.

Devi sapere infatti che, a differenza degli altri cammini, arriva da nord e quindi frontalmente alla cascata. I cinque sentieri alternativi le passano alle spalle e poi sbucano lateralmente all’improvviso, quindi ci si trova al Salto da un momento all’altro.

Quello del Cafè invece regala una vista panoramica frontale alla cascata da posizione sopraelevata. E a mio avviso vale la pena.

TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE PER L’ESCURSIONE AL SALTO DEL LIMÒN

L’area del Limòn è situata quasi esattamente nel centro della penisola. Il luogo da cui si raggiunge più comodamente è Las Terrenas.

Sono circa 15 minuti di auto, quando si arriva all’incrocio nel centro del pueblo El Limòn bisogna girare a destra. Dopo circa 800 metri, sulla sinistra c’è l’imbocco per il Sendero del Cafè. Qui inizia una lunga carretera sterrata dove chiunque ti inviterà a parcheggiare il veicolo.

Ignora le richieste e prosegui fino in fondo.

È facile arrivarci anche senza navigatore, in ogni caso per andare sul sicuro basta inserire come destinazione El Limòn Parking. Si tratta dell’ultimo parcheggio disponibile, proprio davanti all’inizio del sentiero: ci sono solo 2-3 posti auto ma di solito, specie se fai l’escursione al mattino, trovi libero.

Il costo del parcheggio è di 4 euro/dollari o 200 pesos. Come sempre, pagando in valuta locale risparmierai qualcosa (l’equivalente di circa 3 euro). Pur essendo cifre aggiornate al mio viaggio di gennaio 2024, non sono cambiate rispetto al passato, potrebbe quindi restare così pure in futuro.

Sulla destra, infine, trovi una casetta in cui pagare il ticket d’ingresso.

Da qua comincia ufficialmente la tua gita!

COME PREPARARSI AD AFFRONTARE IL SENDERO DEL CAFÈ

Prima di tutto, un avvertimento:

una volta parcheggiato, è praticamente sicuro che qualcuno con un tesserino ti dica che devi pagare una guida perché è obbligatoria se non si sale a cavallo.

Non farti fregare!

Si può visitare il Salto del Limòn in autonomia, fai vedere in maniera decisa che conosci le regole e non cedere. Quando capirà che sai il fatto tuo, se ne andrà senza problemi. Solo un po’ amareggiato per non essere riuscito a “spolparti” un servizio inutile 😆

E ora veniamo al sentiero vero e proprio.

Riguardo ai tempi di percorrenza, non ho mai calcolato per bene quanto ci mettessi. Posso dirti però che pur non essendo una camminata complicata, l’alto tasso di umidità e le condizioni del terreno allungano un po’ i tempi. Senza contare le numerose pause per far passare chi sale o scende a cavallo nei punti in cui lo spazio è poco.

Se devo fare una stima indicativa, dico che ci vuole poco più di un’ora (in condizioni normali sarebbe un trekking di circa 40 minuti per chi è allenato).

CARATTERISTICHE DEL PERCORSO

Trattandosi di trekking nella foresta, consiglio calzatura e abbigliamento adatti (io utilizzo sempre la mia attrezzatura estiva per la montagna).

Da non scordare invece uno zainetto per portarsi qualcosa da bere per idratarsi, pranzo al sacco, asciugamano e costume per fare il bagno sotto la cascata.

Queste sono le altre cose da sapere:

  • il sentiero inizia con una discesa alla fine della quale c’è il fiume. Ci sono 3 guadi da fare uno dietro l’altro, un ulteriore guado si trova alla fine del percorso, alla piccola cascata subito prima dell’arrivo al Salto
  • questa zona è tra le più piovose della penisola quindi il terreno è sempre fangoso, in particolare la mattina essendo il sole ancora debole. I frequenti passaggi dei cavalli, inoltre, fanno sì che al fango si aggiungano pure gli escrementi
  • salendo a piedi, valuta in anticipo come affrontare l’attraversamento del fiume: il letto è sassoso e se non temi di provare dolore puoi guadarlo a piedi scalzi; in alternativa, valuta di portarti scarpe da scoglio o stivali in gomma. Come extrema ratio, puoi anche tenere gli scarponi da trekking e bagnare quelli!

Nel momento in cui il sentiero smette di salire e si esce dalla copertura degli alberi, si ha la visuale libera sulle colline davanti. A quel punto sei quasi alla fine, in pochi minuti arriverai al punto panoramico da cui si vede la cascata in lontananza.

Qui si fermano i cavalli e si prosegue necessariamente a piedi. Ci sono pure un bar e un ampio spiazzo erboso dove distendersi.

Da qua in poi, ci sono circa 15 minuti di discesa con un lungo tratto di scalini. Una volta che arriverai alla piccola cascata dove guadare il fiume, mancheranno solo 50 metri prima di giungere finalmente al Salto del Limòn.

Salto del Limòn con vasca naturale per nuotare

UNIRE L’ESCURSIONE AL SALTO DEL LIMÒN CON LA SPIAGGIA

Solitamente, fino alle 10.30-11 c’è poca gente quindi riesci a goderti la cascata in pace. Un bagno è d’obbligo, soprattutto per rinfrescarsi un po’ in un’acqua più fresca rispetto a quella marina (anche se per chi è abituato al lago di Garda come me, definirla fresca è un’eresia…).

Consiglio di avventurarsi con calma, non c’è visibilità quindi è facile sbattere contro le rocce. Stesso discorso per chi non sa nuotare, l’altezza del fondale varia improvvisamente.

Per tornare al parcheggio, si percorre lo stesso sentiero dell’andata. Sempre che non si voglia provare uno degli altri e poi prendere un passaggio fino all’auto.

Siccome l’escursione al Salto del Limòn richiede solo qualche ora, consiglio di completare la giornata con la visita ad una delle tante spiagge dei dintorni. Tra le più belle:

  • playa El Anclòn, piccola e poco frequentata, anche a causa della posizione un po’ nascosta. La sua sabbia bianca in alcuni punti lascia il posto a quella più scura, le correnti sono calme. Sul lato occidentale, dove un fiumiciattolo sfocia in un boschetto di mangrovie, parte una breve passeggiata che conduce ad un’altra spiaggia più lunga, che per alcuni è una continuazione di Anclòn mentre altri la considerano una spiaggia a sé, Esperanza
  • playa Moròn, lunga e ampia, è attrezzata con parcheggio, bidoni, chioschi e localini. Una volta lasciata l’auto, ci si arriva con una passeggiata di un centinaio di metri; è molto frequentata dalle famiglie per le sue acque calme e il fondale che digrada dolcemente
  • Lanza del Norte e Las Canas sono divise solo da un promontorio che si può oltrepassare con una breve passeggiata. Infatti, in auto non si possono raggiungere tramite la stessa strada, sono due percorsi differenti. Sono entrambe abbastanza ondose, adatte a chi vuole cimentarsi negli sport acquatici. A Las Canas c’è anche una laguna di acqua dolce.

Se devo dirti la mia, ti consiglio assolutamente playa Moròn. Una vera delizia!

la meravigliosa playa Moròn

CONCLUSIONE

Dopo un trekking nella foresta, non c’è niente di meglio per chiudere in bellezza che un po’ di relax e sole in spiaggia. E siccome qua una si sussegue all’altra, c’è l’imbarazzo della scelta.

Ti basta fare un salto su Google Maps per notare quante spiagge diverse ci sono lungo la costa nord della penisola.

Se decidi di soggiornare a Las Terrenas, avrai la comodità di avere molte cose relativamente vicine, oltre a poter stare in una cittadina viva e dall’atmosfera internazionale.

Prima di salutarti, un’ultima cosa.

Se visiti la penisola di Samanà all’inizio dell’anno, precisamente tra metà gennaio e fine marzo, ricordati che potrai fare un’uscita in barca per vedere le balene.

È una di quelle esperienze che si possono fare in pochi posti al mondo. Ho atteso anni per riuscire a farla ma sono d’accordo con chi dice (praticamente chiunque) che vale la pena.

Bene, con questo ho finito.

Ti ringrazio,

alla prossima!

Noel

 
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